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A bordo della nave Cavour – "Proviamo frustrazione e vergogna per i muri che si alzano, ma siamo orgogliosi di un'Italia e di un'Europa che qui salva vite umane". Lo ha detto l'alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, durante una visita alla portaerei Cavour che sta incrociando al largo di Lampedusa. "Non e' alzando muri – ha aggiunto – che si puo' gestire il fenomeno che li aggirera' o li abbattera'". (AGI) 

Roma – "Non vogliamo e non possiamo dimenticare la passione" di Giulio Regeni "e la sua vita orribilmente spezzata. Fare memoria e' un atto di pace che, sono convinto, aiutera' queste giornate di Assisi a produrre buoni frutti". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al direttore del Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Flavio Lotti, in occasione del Meeting nazionale delle scuole per la pace, la fraternita' e il dialogo.

Nuova rogatoria della Procura di Roma

(AGI) 

Roma - "Un gruppo di 50 persone stava frequentando un seminario. Improvvisamente l'oratore si fermo' e decise di fare un'attivita' di gruppo". E' la "storia" per far "capire quale e' stata la sua vita" raccontata su facebook da Davide Casaleggio in ricordo del padre. "Chi condivide il suo sogno lo persegua senza mollare mai come ha fatto lui, fino alla fine", sottolinea il figlio di Gianroberto Casaleggio.
"Inizio' a dare un palloncino a ciascuno dei 50 seminaristi, ad ognuno fu chiesto di scrivere con un pennarello il proprio nome su di esso. Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in un 'altra stanza – racconta – una volta riempita la stanza di palloncini l'oratore chiese di rientrare dentro e trovare il palloncino con il proprio nome entro cinque minuti".
Tutti "erano freneticamente alla ricerca del palloncino col proprio nome, ognuno si scontrava con l'altro, spinte, gomitate… Nella stanza regnava il caos totale – prosegue il racconto -. Allo scadere dei cinque minuti nessuno riusci' a trovare il proprio palloncino. Vista la prova fallimentare a ognuno fu chiesto di raccogliere un palloncino qualsiasi e darlo alla persona che aveva scritto il nome su di esso. In pochissimi minuti tutti avevano in mano il proprio palloncino. A questo punto l'oratore disse: questo e' esattamente cio' che sta accadendo nella nostra vita. Tutti siamo alla ricerca frenetica della felicita', giriamo come delle trottole ma non riusciamo a trovarla. La nostra felicita' sta nella felicita' delle altre persone", continua il racconto e conclude: "mio padre non ha mai tenuto per se' palloncini, ma li ha sempre donati agli altri con il sogno di cambiare in meglio questo Paese. Chi sente di aver ricevuto un palloncino da mio padre lo conservi con cura".  (AGI)

Roma – Il referendum di domenica prossima non è sulle energie rinnovabili e chi sostiene il contrario dice una "una bufala". Non usa mezzi termini Matteo Renzi, che sottolinea come astenersi è legittimo quanto votare sì o no. "Il referendum voluto dai consigli regionali, non dai cittadini, non vieta nuovi impianti: rende solo impossibile continuare a sfruttare quelli che gia' ci sono, alla scadenza" scrive il presidente del consiglio sulla sua Enews, "La bufala e' questa: dicono che si voti sulle rinnovabili, su un nuovo modello di sviluppo, sull'alternativa alle energie fossili. In realta' si chiudono impianti che funzionano, facendo perdere undicimila posti di lavoro e aumentando l'importazione di gas dai paesi arabi o dalla Russia", aggiunge Renzi. "Ripeto fino alla noia, scusandomi con chi ha gia' sentito queste considerazioni, sulla bufala trivelle. Non c'e' nessun referendum sulle trivelle. Non c'e' una sola trivella in discussione: solo la scelta se continuare a estrarre carbone e gas fino all'esaurimento del giacimento senza sprecare cio' che gia' stiamo utilizzando oppure fermarsi a meta' alla scadenza della concessione".

"Come ha magistralmente spiegato Giorgio Napolitano oggi in una intervista a Repubblica, infatti, se un referendum prevede il quorum la posizione di chi si astiene e' costituzionalmente legittima al pari delle altre. Nel caso di un referendum con quorum sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignita' di chi dice si' o no" scrive ancora il premier "Sulle energie rinnovabili l'Italia va forte, meglio di UK, Francia e Germania. Ma le rinnovabili da sole non bastano, per il momento. Se chiudiamo le nostre piattaforme dovremo comprare piu' gas e petrolio dagli arabi o dai russi, sprecando le risorse gia' esistenti. A me sembra piu' saggio finire di estrarre cio' che gia' c'e', senza licenziare i lavoratori del settore e senza sprecare l'energia che abbiamo"

"Sia chiaro: ogni scelta e' legittima. Chi vuole che il referendum passi deve votare si', chi vuole che il referendum non passi puo' scegliere tra votare no o non andare a votare" conclude Renzi.  (AGI) 

Roma – Si richiama a Vittorio Scialoja per poi dire che "se il costituzionalismo è teoria e pratica dei limiti del potere, allora la chiarezza del diritto, la giustezza e la precisione delle parole del legislatore, e in genere delle autorità, sono un aspetto fondamentale di quella teoria e di quella pratica" e che "la chiarezza del diritto si colloca esattamente là dove si incontrano, nella nostra Costituzione, il principio democratico e quello personalista". Pietro Grasso, nel corso del convegno 'Le parole giuste. Presentazione del progetto del senato e dell'Universita' di Pavia: scrittura tecnica e cultura linguistica per il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e della giustizia', avverte che "naturalmente questo tema riguarda non solo la tecnica del linguaggio giuridico ma prima ancora il rapporto tra diritto e politica".

Le leggi, considera allora la seconda carica dello Stato, "nascono dal rapporto politico fra governo e Parlamento, maggioranza e opposizione. Per questo credo che per rilanciare la qualità della legislazione italiana sia necessario che la politica si impegni in due direzioni". "La prima – spiega Grasso – è la semplificazione. Nonostante diversi tentativi, passati e in corso, resta un dato oggettivo, che l'Italia ha un numero di leggi in vigore quindici o venti volte superiore agli altri grandi Paesi europei, situazione che rende difficile al cittadino conoscere e comprendere le norme. La seconda direzione – avverte – è assicurare la qualità delle norme attraverso un accurato lavoro di istruttoria nelle commissioni, dove i testi possono essere ponderati, dibattuti e migliorati con il sostegno dei bravi tecnici del Parlamento". "Una legge ben scritta non solo è più comprensibile, e quindi più efficace, ma è applicabile in maniera più uniforme, riducendo gli spazi interpretativi per chi deve attuarla. In quella sede ci si può assicurare che le norme rispondano agli obiettivi perseguiti dalla politica, siano ben formulate e si armonizzino appieno con l'ordinamento, mentre all'Aula – sottolinea ancora – deve essere lasciato il ruolo che le è proprio nella democrazia, la trasparenza e la pubblicità delle scelte politiche".

"La riforma costituzionale in itinere riconfigura e limita il ruolo del Senato nel procedimento legislativo, ma, se entrerà in vigore, gli attribuirà, nel contempo, un significativo ruolo di valutazione e verifica in ordine alla qualità, efficienza ed efficacia delle politiche pubbliche e di raccordo con le istituzioni europee e con le autonomie territoriali". Lo ricorda il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel corso del convegno 'Le parole giuste. Presentazione del progetto del senato e dell'Università di Pavia: scrittura tecnica e cultura linguistica per il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e della giustizia'. "In questo nuovo possibile contesto – annota ancora Grasso – la nostra istituzione dovrà e saprà confrontarsi con nuove sfide, tra le quali sarà centrale quella della promozione e valorizzazione delle buone pratiche di regolazione normativa". (AGI) 

Milano - E' una piazza gremita quella di Santa Maria delle Grazie, dove si trova la basilica nella quale sono in corso le esequie di Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del Movimento 5 Stelle morto a Milano all'età di 61 anni. Ad accompagnare l'ingresso del feretro in chiesa un interminabile applauso di 10 minuto. Tra i volti noti accorsi a dare l'ultimo saluto all'ideologo del movimento, Beppe Grillo, i membri del direttorio del Movimento, Vito Crimi e Rocco Casalino. I funerali, così come la camera ardente sono in forma privata.  Numerosi anche i compagni di scuola di Francesco, il figlio piu' piccolo di Casaleggio. All'esterno tra le corone di fiori, c'e' quella della Casaleggio Associati ma nessuna inviata da personaggi noti o rappresentanze politiche.

Molto rigidi i controlli per entrare nella basilica, carabinieri con giubbotto antiproiettile controllano tutti con metal detector portatili.  (AGI) 

Milano – Giorgio Napolitano non sa ancora se andrà a votare domenica al referendum sulle trivelle ma "l'astensione – dice intervistato da Repubblica – è un modo di esprimere la convinzione dell'inconsistenza e della pretestuosità di questa iniziativa referendaria". "Non si possono dare significati simbolici a un referendum – spiega al quotidiano l'ex presidente della Repubblica – Ci si pronuncia su quesiti specifici che dovrebbero essere ben fondati. Non è questo il caso". Lui, quel giorno a Londra, non sa se farà in tempo a tornare per il voto ma in ogni caso, insiste, "se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull'inconsistenza dell'iniziativa referendaria". 

"Gli allarmi per la democrazia e la libertà sono usati al solo fine di bloccare un rinnovamento da tempo lungo atteso e dalle parti più diverse considerato necessario. Che giunge già con grave ritardo". Lo sostiene sempre a 'La Repubblica', Giorgio Napolitano che conferma di aver ricevuto l'invito a guidare i comitati per il Si al referendum che però declina: "Svilupperò autonomamante la mia partecipazione al confronto referendario considerando impropria la mia collocazione in un comitato". 
"Non è essenziale – precisa poi l'ex presidente della Repubblica – chi potrebbe essere il primo alfiere per lo schieramento. Quello che conta è una ricca, aperta e concreta ricerca di argomenti sul merito della riforma".
Secondo Napolitano "è stato giusto che Renzi, alla Camera, abbia riconosciuto delle criticità" nel testo "ma è un fatto che nel lungo percorso avviato dal governo Letta e perseguito in oltre due anni non sono mai stati proposti seriamente modelli alternativi". Nulla da correggere dunque?, chiede l'intervistatore. "Bisogna soprattutto farla una riforma come quella approvata – spiega Napolitano – eppoi impegnarsi per una migliore attuazione. A questo punto dovrebbero partecipare, una volta confermata la legge col refenrendum, anche i gruppi politici che la osteggiano". (AGI) 

Torino - "Le barriere che dividono l'Europa sono una zavorra che ne appesantisce il cammino". Lo ha detto il Presidente Sergio Mattarella intervenendo al forum Italia-Germania a Torino con il presidente della Germania Joachim Gauck. "Non basteranno i muri a proteggerci, se l'Europa non fara' passi avanti come progetto comune. Abbiamo lavorato settanta anni per abbattere i muri che dividevano l'Europa, non lasciamo che rinascano, creando diffidenze e tensioni laddove al contrario servono coesione e fiducia".

"Tornare indietro da Schengen sarebbe un atto di autolesionismo, per tutti". Secondo il Capo dello Stato "Lasciare senza risposte le migliaia di donne e uomini che fuggono da guerre, violenze, devastazioni e che oggi bussano alle porte dell'Europa non è possibile".

"L'inedita questione migratoria – ha deto Mattarella – va affrontata con l'intelligenza del senso della realtà, tenendo insieme l'accoglienza di chi ha diritto d'asilo, l'integrazione di chi viene a lavorare nelle nostre società e così contribuisce al nostro benessere, la fermezza di contrastare i trafficanti di uomini".

"A questa umanità in movimento – ha proseguito – spesso resa schiava da vili mercanti, dobbiamo in qualunque caso dare risposte all'altezza dei nostri valori". Insomma, abbiamo bisogno di più: "Ai protagonisti della vita economica e sociale, tedeschi e italiani, riuniti in questa occasione – ha detto Mattarella  - segnalo una missione: abbiamo bisogno di più Europa. Questa è la nostra comune grande responsabilità". (AGI)

Roma – Il referendum costituzionale "non deve essere un plebiscito", ma "lo vinciamo noi". Matteo Renzi torna dalla visita in Iran dove ha siglato 12 nuovi accordi dopo i cinque di ieri, visita il Salone del mobile e poi risponde su Facebook e twitter in una lunga diretta. In mattinata aveva lanciato un duro appello: "La lotta politica non puo' arrivare aprendere in ostaggio il paese e le sue prospettive"

. "Il nostro obiettivo – aveva aggiunto – è rimettere in piedi la speranza e l'orgoglio italiano. Si può parlare male per certi aspetti dei partiti e del governo ma dell'Italia no". Dunque "L'impegno è fare le riforme, continueremo ad andare in quella direzione. Bisogna smetterla di parlare male dell'Italia". E durante il botta e risposta con i cittadini, il premier ha rinnovato un suo mantra: c'è chi di professione si indigna. Io no, io di professione cerco di cambiare il paese e dobbiamo continuare a farlo e cercare di farlo con maggiore determinazione". E quindi un lungo passaggio sulle riforme appena approvate e sul prossimo referendum costituzionale. Oltre al merito, è il metodo quello che viene attaccato, ma il premier ribatte: "Perché definire violenza quella che è una riforma fatta secondo le regole? Chi è più democratico, chi rispetta le regole o chi nemmeno le legge le regole? Sono i parlamentari che cambiano la costituzione, io non faccio parte della categoria. Non c'è stata nessuna violenza". Quanto alla richiesta della minoranza Pd, che vuole modificare l'Italicum, Renzi taglia corto: "Io no" risponde.

Intanto le opposizioni si compattano a Montecitorio contro le riforme costituzionali: l'obiettivo, viene spiegato, è bocciare il ddl Boschi attraverso la consultazione popolare e, di conseguenza, bocciare e "mandare a casa" Renzi. Le forze di opposizione alla Camera stanno lavorando, attraverso una collaborazione trasversale, alla raccolta firme, non appena si potrà depositare il quesito referendario. A promuovere e tenere le fila dell'iniziativa è il capogruppo di Sinistra italiana, Arturo Scotto. La disponibilità a lavorare in tal senso, viene ancora spiegato, è già stata data dalle principali forze di opposizione: M5S, Forza Italia e Lega.

"E' igiene istituzionale – afferma Scotto – che siano le opposizioni per prime a chiedere il referendum, è un diritto ma anche un dovere delle opposizioni farlo. Il referendum non è un qualcosa che ci consente Renzi". Per questo – spiega ancora il capogruppo di Sinistra italiana – tutte le opposizioni unite firmeranno, agiremo tutti insieme, hanno già detto sì, oltre a Sinistra italiana, Movimento 5 Stelle, Lega e Forza Italia. Ma il premier annuncia di voler mettere già in cantiere molti provvedimenti o quanto meno di portare a compimento leggi già approvate in prima lettura. "Entro il mese di aprile potremo firmare la legge sulle unioni civili e credo che sarà un giorno di festa".

E il segretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, assicura: "Il decreto per il bonus di 500 euro ai 18enni è pronto, ci sarà un market place online con un'app, ci si potrà registrare e fare un voucher". Un bonus che, per il premier, dovrà essere attivo anche nei prossimi anni. "No news" invece per il ponte sullo stretto, che "si farà, ma solo "dopo le opere pubbliche prioritarie per Calabria e Sicilia. Vi do appuntamento a dopo il 22 dicembre quando inauguriamo la Salerno-Reggio Calabria". (AGI) Ted

Roma - C'e' timore tra i parlamentari 5 Stelle. Nei giorni del dolore e del lutto, nei quali pochissimi parlano con i cronisti, c'e' pero' chi fa trapelare tutta la preoccupazione per una fase che nasconde piu' di una incognita, ora che non c'e' piu' Gianroberto Casaleggio. A detta di tutti, anche di chi magari non era in perfetta sintonia, era lui il "punto di riferimento forte" del Movimento. Certo, in queste stesse ore, ci sono i big come Luigi Di Maio o Alessandro Di Battista che vogliono 'rassicurare' il popolo 5 Stelle e con messaggi su Facebook fanno sapere che "non si molla di un centimetro" e che si continuera' a restare "in prima linea" con le battaglie pentastellate, anche per essere fedeli a cio' che avrebbe voluto il 'guru'. Prossime scadenze politico-parlamentari, il referendum di domenica 17 aprile e soprattutto la mozione di sfiducia al governo in calendario martedi' prossimo (19 aprile) al Senato. Intanto lunedi' pomeriggio si terra' una riunione congiunta di deputati e senatori e anche se all'ordine del giorno non si fa riferimento al 'dopo Casaleggio' e' inevitabile che se ne parlera'. Secondo quanto si apprende, un deputato M5S avrebbe spiegato che la riunione servira' per iniziare una riflessione e capire cosi' la direzione che il Movimento dovra' prendere per il futuro politico.

Tutti i parlamentari 5 Stelle sapevano che Casaleggio stava male ma questa morte improvvisa, secondo qualcuno, creera' un'accelerazione nel confronto interno. Secondo alcuni rumors, in vista ci sarebbe una vera e propria riorganizzazione ai vertici; e potrebbe anche esserci, ma al momento sono indiscrezioni, l'innesto' di qualcuno non conosciuto alle cronache. In ogni caso, Beppe Grillo non abbandona: lui c'e', e anche se impegnato nel tour teatrale, non pensa assolutamente di lasciare proprio adesso che Casaleggio non c'e' piu. Anche perche' Grillo sa quanto i "ragazzi" – cosi' ama chiamarli – abbiano bisogno di essere guidati in una fase tanto difficile. Grillo, quindi, non molla anche se – lui per primo ne e' consapevole – non potra' sostituire Casaleggio, cosi' diverso da lui e cosi', in passato, complementare. C'e' poi il figlio di Casaleggio, Davide, che avra' un ruolo di primo piano ma piu' sotto un profilo tecnico e, sembra, non politico. C'e' Luigi Di Maio, determinato nella sua strada da eterno leader in pectore. Ma in campo ci sono molte altre incognite: c'e' ad esempio il sindaco M5S di Parma, Federico Pizzarotti, spesso finito nel mirino del blog per sue prese di posizione non convidise dai vertici, che piu' volte ha chiesto (inascoltato) un confronto sul territorio e quasi una sorta di 'congresso'. Ma sono tutti ragionamenti politici che entreranno nel vivo solo tra qualche giorno, gia' da lunedi' in occasione dell'assemblea congiunta. Per ora si pensa al funerale, previsto domani mattina alle 11 a Milano. Anche gli attivisti sono pronti a partire da Roma per essere presenti e portare la loro vicinanza alla famiglia, ma sono molti anche coloro che non andranno perche', spiega qualcuno della galassia 5 Stelle romana, "Gianroberto non avrebbe voluto tutto 'sto circo'". (AGI) 

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