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(AGI) – Varsavia, 27 nov. – Roman Polanski non sara’ estradato
negli Stati Uniti per la violenza sessuale su una minorenne nel
1977. In Polonia la procura di Cracovia ha rinunciato a
ricorrere contro il no all’estradizione pronunciato il 30
ottobre dal tribunale locale, mettendo cosi’ fine all’odissea
giudiziaria dell’82enne regista franco-polacco. La procura ha
fatto sapere che l’analisi delle motivazioni “permette di
riconoscere come giustificata la decisione del Tribunale
regionale di Cracovia di negare l’estradizione alle autorita’
statunitensi”. Ora la decisione sara’ comunicata agli Usa dal
ministero della Giustizia polacco, il cui titolare, il
conservatore cattolico e populista Zbigniew Ziobro, per ironia
della sorte si era detto favorevole a estradare il regista di
“Rosemary’s Baby” e “Chinatown” per quello che ha definito un
“atto odioso”. L’odissea di Polanski era iniziata nel febbraio
1978 quando quando era stato accusato negli Usa di stupro, uso
di stupefacenti, perversione e sodomia. Dopo l’ammissione di
aver avuto rapporti sessuali con la modella all’epoca minorenne
Samantha Gailey, il regista aveva patteggiato con il tribunale
di Santa Monica, dichiarandosi pronto a sottoporsi a una
terapia. Prima di finire in carcere, pero’, Polanski aveva
lasciato gli Stati Uniti e da allora non vi ha fatto piu’
ritorno. La difesa del regista ha sempre sostenuto che la madre
della baby-modella gli aveva teso una trappola e ha lamentato
l’accanimento della magistratura californiana nei suoi
confronti. (AGI)
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