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Bandai Namco festeggia l’uscita di Dark Souls: Remastered con un oggetto esclusivo per i veri appassionati del gioco, si tratta della Dark Souls: Emblem Collection, in particolare della moneta lode al sole. Nella confezione troverete la moneta di 76 mm di diametro fatta al 100% di puro bronzo e anche un utilissimo supporto verticale in metallo nero, con la quale la potrete esporre.

Dark Souls: Emblem Collection

Dark Souls: Emblem Collection

Dark Souls: Emblem Collection

Dark Souls: Emblem Collection

Potrete acquistare la prima moneta della Dark Souls: Emblem Collection sul sito ufficale al prezzo di € 74,99.

L’articolo Disponibile la Dark Souls: Emblem Collection proviene da GameSource.

Il prossimo 29 ottobre Mega Drive (console nota negli Stati Uniti con il nome di Genesis) spegnerà le sue prime trenta candeline. Per l’occasione, Sega non solo ha annunciato Mega Drive Mini, ma ha anche realizzato Sega Mega Drive Classics, una raccolta contenente ben 53 giochi di quell’epoca d’oro.

Sega Mega Drive Classics

Prima di procedere a qualsivoglia valutazione, è opportuno iniziare con la lista dei titoli disponibili, tutti sin da subito (fra parentesi le versioni del gioco fra cui si può scegliere):

  1. Alex Kidd in the Enchanted Castle
  2. Alien Soldier (/JAP)
  3. Alien Storm
  4. Altered Beast
  5. Beyond Oasis
  6. Bio-Hazard Battle
  7. Bonanza Bros.
  8. Columns
  9. Columns II
  10. Comix Zone
  11. Crack Down
  12. Decap Attack
  13. Dr. Robotnik’s Mean Bean Machine
  14. Dynamite Headdy (/JAP)
  15. ESWAT: City Under Siege
  16. Fatal Labyrinth
  17. Flicky
  18. Gain Ground
  19. Galaxy Force II
  20. Golden Axe
  21. Golden Axe II
  22. Golden Axe III
  23. Gunstar Heroes
  24. Kid Chameleon
  25. Landstalker (/EN/FRA/GER)
  26. Light Crusader
  27. Phantasy Star II
  28. Phantasy Star III: Generations of Doom
  29. Phantasy Star IV: The End of the Millennium
  30. Ristar (/JAP)
  31. Shadow Dancer
  32. Shining Force
  33. Shining Force II
  34. Shining in the Darkness
  35. Shinobi III: Return of the Ninja Master
  36. Sonic the Hedgehog
  37. Sonic the Hedgehog 2
  38. Sonic 3D Blast
  39. Sonic Spinball
  40. Space Harrier II
  41. Streets of Rage
  42. Streets of Rage II (/JAP)
  43. Streets of Rage 3 (/JAP/EN)
  44. Super Thunder Blade
  45. Sword of Vermillion
  46. The Revenge of Shinobi
  47. ToeJam & Earl
  48. ToeJam & Earl in Panic on Funkotron
  49. Vectorman
  50. Vectorman 2
  51. Virtua Fighter 2
  52. Wonder Boy III: Monster Lair
  53. Wonder Boy in Monster World

Sega Mega Drive Classics

La lista ricalca grosso modo quella dei numerosi volumi della Sega Mega Drive Classics Collection usciti a partire dal 2010 su PC, ma mancano nomi importanti come Ecco the Dolphin e seguiti, ma soprattutto Sonic the Hedgehog 3 e Sonic & Knuckles, nonché, ovviamente, Sonic 3 & Knuckles, cioé la loro versione combinata. Al netto di queste defezioni, i titoli sono quelli di Sega Mega Drive and Genesis Classics su Steam, così come l’hub – disegnato come una “cameretta” di un fan di Sega, con poster a tema e scaffali dei giochi – è quello sviluppato da D3T e lanciato sulla piattaforma di Valve un paio di anni fa. Qualcuno, a questo punto, potrebbe ritenere preferibile proprio l’opzione Steam per il supporto Workshop.

Chiaramente in questa sede è assolutamente impossibile soffermarsi anche solo brevemente sui giochi contenuti. Ci limitiamo ad osservare che di alcuni abbiamo già parlato in modo sufficientemente accurato (come Gunstar Heroes, Sonic the Hedgehog 2, Streets of Rage e seguito), mentre altri saranno oggetto di futuri approfondimenti da parte della nostra (mia, NdR) rubrica Back in Time, per cui restate sintonizzati. Nel complesso, ce n’è per tutti i gusti: dai platform – rappresentati non solo dai Sonic, ma anche dal più antico Alex Kidd, da Ristar e altri ancora – ai JRPG – non solo serie come Phantasy Star e Shining Force, ma anche gemme come Light Crusader e Sword of Vermilion; dai puzzle – come i Columns e Dr. Robotnik’s Mean Bean Machine – ai beat ‘em up – come Altered Beast e i vari Golden Axe – passando per gli shoot ‘em up – come Gunstar Heroes e Alien Soldier di Treasure. Potreste rimanerci “intrappolati” per centinaia di ore.

Sega Mega Drive Classics

Le opzioni di corredo sono abbastanza soddisfacenti, soprattutto sul versante video: abbiamo cinque diverse modalità di ridimensionamento pixel (nessuno, bilineare, EPX, HQ4X, XBR; potete avere un riscontro immediato degli effetti dei filtri osservando il quadretto di Sonic all’interno della cameretta), filtro scanline, la possibilità di scegliere fra diversi bordi (ricordate che all’epoca l’aspect ratio era 4:3!) e altre opzioni secondarie, come la modalità specchiata o quella che simula il look bombato dei vecchi CRT.

Nulla di particolare, invece, per quanto attiene all’audio, ma ricordiamo che, oltre alle impostazioni dell’hub, ogni gioco conserva le proprie originali. Deludenti le opzioni di configurazione del controller, che sono solo due: ci sfugge il motivo per cui i tasti non siano mappabili liberamente dal giocatore.

Sega Mega Drive Classics

La dotazione di extra è solida, ma non massiccia. Innanzitutto, esistono le funzionalità online per i giochi che le supportano, cioè quelli che prevedano classifiche e comparti multiplayer. Poi ci sono 25 Trofei/Obiettivi: cinque sono legati alla collection, mentre gli altri venti ai singoli giochi; ne consegue che più della metà dei titoli presenti in Sega Mega Drive Classics non sblocca alcunché.

Completano il corredo venti sfide, legate ad altrettanti giochi, che sbloccano ben tre Trofei. Si tratta di superare uno stage o un punteggio (a seconda del titolo) a particolari condizioni: giusto per fare un paio di esempi, quella di Streets of Rage richiede di vincere il primo stage con la barra della salute piena, mentre quella di Columns impone il raggiungimento dei 5000 punti a partire da una partita (non rosea) predefinita.

Sega Mega Drive Classics

Sega Mega Drive Classics è una collection bella solida, anche se non è stata frutto di un lavoro particolarmente pesante: la casa del porcospino blu si è limitata a schiaffare in un disco 53 giochi (con alcune assenze significative), l’applicazione che funge da hub lanciata su Steam due anni fa e qualche extra di ordinanza. Ciò detto, si tratta comunque di una raccolta piena di capolavori, che si rivela congeniale soprattutto per le nuove leve (diciamo i nati dal 1995 in poi) dotate quantomeno di curiosità nei confronti del retrogaming.

L’articolo Sega Mega Drive Classics – Recensione proviene da GameSource.

Moonlighter è il nuovo action-rpg con elementi roguelike sviluppato da Digital Sun e pubblicato da 11 bit studios in uscita il 29 maggio 2018 su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC.

L’articolo Moonlighter proviene da GameSource.

Dopo tanta attesa, arriva finalmente sui nostri PC e, per la prima volta, anche sulle nostre PlayStation 4, Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition, versione definitiva, ma soprattutto riveduta e corretta di quello stesso Space Hulk rilasciato ormai a fine del 2016.

Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition ci calerà negli imponenti panni di un Librarian, monaco guerriero dotato di abilità psioniche, facente parte degli Angeli Oscuri, uno dei capitoli di Adeptus Astartes, gli Space Marine sovrumani che abbiamo già incontrato anche in Warhammer 40.000 Gladius: Relics of War, con il quale questo titolo condivide l’ambientazione fantascientifica.

Il reparto al quale siamo aggregati, la Deathwing appunto, è l’élite di tutto il Capitolo, le squadre speciali della Prima compagnia degli Angeli Oscuri, dotati delle spaventose e antiche Tactical Dreadnought Armour, meglio note come Armature Terminator, gigantesche corazze potenziate che rendono i già letali Space Marines delle vere e proprie macchine da guerra.

Il compito della Deathwing è quello di abbordare e ripulire gli Space Hulk, giganteschi ammassi di relitti di astronavi alla deriva nello spazio e, generalmente, usati come nascondigli per gli orrendi Genestealers, le mostruose avanguardie delle bioflotte Tyranidi. Non bastasse da sola questa incoraggiante premessa, veniamo a scoprire che lo Space Hulk che dovremo abbordare, nome in codice Olethros, nasconde nelle sue profondità alcune Sacre Reliquie relative alla storia e alle tradizioni del nostro Capitolo, e di cruciale importanza.

Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition si presenta come un FPS con alcuni semplici elementi da RPG. Impersoneremo dunque, nella campagna single player per lo meno, questo eroico Librarian al comando appunto di una squadra di Terminator.

Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition

La versione originale del gioco possedeva un ottimo comparto tecnico, soprattutto per quanto riguardava la grafica, realizzata in Unreal Engine 4, ma presentava seri difetti di gameplay e vistosi bug. Questa Enhanced Edition, oltre a correggere tutti gli errori della vecchia versione, migliora incredibilmente l’esperienza di gioco aggiungendo un bel po’ di nuove features come la possibilità di customizzare e far progredire i propri personaggi, nuove armi, nuovi tipi di nemici. Troviamo anche una modalità “Missioni Speciali” che permette di giocare una serie di missioni “one shot”, slegate dalla campagna e generate randomicamente e una nuova classe di Marine, il Cappellano, da utilizzare nel multiplayer.

E proprio il multiplayer, che nella versione originale era poco più che abbozzato, in questo Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition diventa uno dei suoi migliori punti di forza. Sostanzialmente si tratta di affrontare le stesse missioni della campagna in single player, giocate in cooperativa con altri utenti, dandoci così anche l’opportunità di impersonare non soltanto il solito Librarian, ma anche le altre classi di Marines, compreso il già citato Cappellano, che è davvero qualcosa di devastante.

In questa nuova versione è stata inoltre migliorata notevolmente la gestione della AI per i nostri compagni durante il single player. Se prima a volte si comportavano da veri stupidi, incastrandosi in vicoli ciechi o coprendosi la linea di tiro l’un l’altro, in questa Enhanced Edition li vedremo, fortunatamente, agire in maniera quasi sempre impeccabile e con cognizione di causa, anche in base all’equipaggiamento che hanno in dotazione. Anche la IA degli avversari è molto migliorata, e dovremo darci un bel daffare per non cadere in qualche tranello o agguato. Non solo cariche furiose quindi, e questo è un gran bene. Tutte queste migliorie, sono state distribuite gratuitamente ai possessori della vecchia versione sotto forma di aggiornamento, il che si presenta davvero come un gradito gesto, non rendendo necessario l’acquisto di una nuova versione.

Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition

Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition è davvero ben fatto: riesce a rendere la peculiare atmosfera “Grim Dark”, tipica delle produzioni a marchio Warhammer 40.000 davvero in maniera eccellente. Aggirandoci per i corridoi infestati, respireremo per davvero un’atmosfera claustrofobica e di continua ansia, sobbalzando letteralmente per ogni minimo rumore, fino a ritrovarci letteralmente con il cuore in gola dopo essere usciti, magari per il rotto della cuffia, da un feroce scontro a fuoco con creature orrende e che non fanno davvero sconti.

L’unico difetto che abbiamo riscontrato, per lo meno nella versione provata su Playstation 4, è stato qualche sporadico, ma vistoso, calo di frame rate in alcune delle situazioni più concitate e, se proprio vogliamo trovare ancora qualcosa, una certa lentezza di alcuni caricamenti.

Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition


Per il resto, Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition si classifica come uno dei migliori titoli action a tema Warhammer 40.000 in circolazione, con una grande cura dei dettagli, della lore di gioco. Un gameplay divertente e una stimolante “rognosità” di alcune situazioni faranno felici sia gli appassionati di questo cupo universo, sia gli amanti degli sparatutto adrenalinici ma comunque ragionati. E poi, le partite in multiplayer sono davvero uno spasso. Davvero un lavoro ben fatto!

L’articolo Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition – Recensione proviene da GameSource.

Dopo il rilascio della versione 1.0.8 di Sea of Thieves, molti giocatori hanno avuto svariati problemi, fra cui un blocco del gioco durante una schermata di caricamento. Rare ha finalmente scoperto cosa causava il problema e lo ha corretto tramite una patch bugfix, sia su Xbox One che su PC.

Sea of Thieves bugfix

Inizialmente i giocatori che erano vittime di tale problema, dovevano uscire dal gioco e riavviarlo ma tale soluzione non sempre funzionava. Gli sviluppatori hanno annunciato anche tramite Twitter che la causa è stata scoperta e che si sono adoperati per risolvere il problema. La patch occuperà 150 MB su Xbox One e 120 invece per PC. La patch si scaricherà automaticamente su Xbox One mentre invece per PC bisognerà aggiornare il titolo tramite Windows Store.
Ricordiamo che Sea of Thieves è disponibile solo su PC e Xbox One.

L’articolo In arrivo una patch bugfix per Sea of Thieves proviene da GameSource.

Il sito polacco Graczpospolita riporta questa notizia, poi tradotta tramite il forum del sito resetera, secondo cui Techland sta lavorando a un trailer in alta qualità da mostrare proprio durante la fiera di Los Angeles.

Dying Light 2 rumor

Le indiscrezioni parlano inoltre di uno sviluppo avanzato per espandere la modalità “battle royale” Bad Blood.

L’annuncio di Dying Light 2 è nell’aria da tempo ma sembra che Techland abbia ritardato il suo annuncio per dare supporto a tutti i DLC usciti per Dying Light.

Si tratta di un rumor plausibile ma, come tale, va senza dubbio preso con le dovute cautele. In ogni caso vista la vicinanza dell’E3 2018 non dovremo attendere troppo per avere una conferma sull’uscita di Dying Light 2.

L’articolo Dying Light 2 potrebbe essere annunciato all’E3 2018 proviene da GameSource.

Dall’enorme mole di giocatori su console e pc, fino al porting mobile, sembra esserci poco in grado di rallentare i progessi di Fortnite. Considerando tale successo, Epic ha già pianificato alcuni aggiornamenti futuri. Possiamo dare quindi uno sguardo a cosa arriverà nel gioco nel prossimo futuro.

Fortnite tesoro Salty Spring

I cambiamenti ( e le aggiunte) in arrivo saranno basati sui feedback dei giocatori. Un punto discusso dallo studio è la giocabilità su controller. Arriveranno feature per migliorare l’esperienza dei giocatori con controller, tra cui una mira assistita quando si costruisce. Inoltre arriverà la possibilità di mappare i comandi a proprio piacimento.

Oltre a questo, Epic Games ha affermato di essere interessata allo sviluppo di nuove modalità limitate. Dopo l’arrivo su Fortnite della modalità 50v50 potrebbero essere in arrivo quindi altre modalità di gioco a tempo limitato, in arrivo sotto forma di eventi.

L’articolo Informazioni sui prossimi aggiornamenti di Fortnite proviene da GameSource.

One Piece, come Naruto, Dragon Ball e molti altri manga e anime di punta, ha ottenuto un’enorme quantità di trasposizioni videoludiche. A volte si tratta di titoli mediocri, creati nella speranza che i fan comprino l’articolo ad occhi chiusi; altre volte, invece, troviamo veri e propri videogiochi con la V maiuscola dietro ai quali è stato effettuato un lavoro di tutto punto. Dopo Pirate Warriors 3, ora uscito anche per Nintendo Switch, e Unlimited World Red, è giunto il momento per i pirati più forti di tutti i tempi di solcare i mari in realtà virtuale. PlayStation VR ospita dunque One Piece Grand Cruise, titolo in vendita a € 10 che, da descrizione, ci permetterà di vivere indimenticabili avventure insieme ai nostri beniamini. Sarà davvero così?

One Piece Grand Cruise

Marina e Kraken all’attacco

Non appena ci metteremo il visore, il gioco ci metterà di fronte alla scelta di affrontare una tra due diverse avventure che compongono l’intera offerta videoludica di One Piece Grand Cruise: Attacco della Marina e Attacco del Kraken.

Selezionando Attacco della Marina, un Lumacofono ci darà il benvenuto sulla Thousand Sunny presentandoci i membri della ciurma di Luffy per poi farci scegliere se visitare la Cucina o la stanza da letto di Nami. La nostra decisione porterà a una breve chiacchierata (più che altro un monologo di Sanji o Nami, rispettivamente) dedicata al solo vedere i nostri beniamini parlarci faccia a faccia. Dopo questa veloce parentesi ci troveremo sul ponte a fronteggiare una nave della marina che ha appena affiancato la Thousand Sunny: i membri della ciurma ci posizioneranno al comando di uno dei cannoni della nave assieme a una serie di altri png visualizzati come semplici sagome che ci aiuteranno. A questo punto la nave della marina inizierà a lanciare di tutto, da palle di cannone a barili, fino ad arrivare ad ancore e grossi pezzi di carne. Muovere il DualShock 4 risulterà in un movimento 1:1 del cannone di fronte a noi, così da poter mirare nel più preciso dei modi per ogni colpo sparato con il pulsante X. Colpire i bersagli lanciati dalla marina porterà all’acquisizione di punti, che andranno poi a compararsi con quelli totalizzati dalla “squadra” di png avversaria, posizionata sulla fiancata opposta della nave.

Intervallato da un breve intramezzo in cui potremo scegliere Zoro o Sanji come salvatori della nave da una palla di cannone gigante, il minigioco dura solo un paio di minuti per poi giungere al termine con un semplice conteggio dei punti per decretare la squadra vincitrice.

One Piece Grand Cruise

Con l’Attacco del Kraken le scelte diventano più varie e interessanti. Come per il primo minigioco, all’inizio potremo scegliere un luogo da visitare, stavolta tra Cucina, Stanza di Nami, Pontile e Infermeria. Qui i personaggi avranno cose diverse da dirci rispetto alla prima volta e ci faranno anche domande a cui potremo rispondere di sì o di no. All’interno delle stanze saranno presenti anche diversi oggetti appartenenti ai membri della ciurma: potremo sceglierne solamente uno e ciò determinerà chi, alla fine di questo gioco, ci farà i complimenti in prima persona. Dopo il monologo in una delle stanze inizierà il minigioco contro un Kraken che ha appena assaltato la Thousand Sunny: anche questa volta saremo alla guida di un cannone e i comandi saranno identici  a quelli di prima. Lo scopo è colpire i tentacoli del Kraken, facendo più punti attaccando quelli che sono in procinto di attaccare la nave. Anche stavolta ci metteremo un paio di minuti a completare il tutto, tuttavia dopo la sconfitta della creatura marina verremo attaccati a sorpresa da Don Quixote Doflamingo. A questo punto osserveremo inermi un breve combattimento tra il membro degli Shichibukai contro il capitano Luffy, e soltanto a quel punto assisteremo all’epilogo dove verremo salutati calorosamente dai nostri beniamini.

Qualquadra non cosa

Subito dopo aver completato One Piece Grand Cruise, non rimarremo solamente con un senso di totale insoddisfazione causato dalla brevità e insipidità dell’esperienza, ma proveremo un senso di disagio e perplessità dovuto a diverse cose che palesemente non quadrano. Per quale motivo proporre un gioco nel quale sfidiamo sagome anonime in una sfida a punti che poi non dà alcun seguito oltre ai risultati immediati? Perchè simulare una gara con squadre alleata e nemica quando saremo impossibilitati a giocare con amici o altre persone, che sia in locale o online? Abbiamo fatto una rapida ricerca e abbiamo scoperto che in realtà questo gioco faceva parte di una rapida esperienza in realtà virtuale che fu proposta in Giappone agli avventori di un evento a tema One Piece, dove erano presenti spettacoli, mostre e quant’altro. Durante questo evento, naturalmente, tanti avventori hanno avuto modo di giocare insieme in queste sfide VR divertendosi e alleandosi in squadre per cercare di totalizzare più punti. Quello che troviamo noi sulla Playstation 4 è invece un mero port di ciò che fu proposto al tempo, con la conseguente inutilità che ne deriva.

One Piece Grand Cruise

Se questo non bastasse, i cacciatori di trofei non avranno vita facile a causa della costrizione a ricominciare tutto daccapo per decine di volte in modo da totalizzare moltissimi punti totali nei minigiochi o per farsi salutare nel finale da ogni singolo membro della ciurma. Naturalmente ogni singola sezione di dialogo o di animazione non è saltabile in alcun modo, quindi saremo costretti a sorbirci ogni volta svariati minuti di dialogo intramezzati da uno o due minuti di minigioco.

Tette a portata di mano

Tecnicamente One Piece: Grand Cruise non è mal realizzato. Colonna sonora praticamente inesistente, ma comparto grafico gradevole: sembra proprio di trovarsi di fronte agli eroi della serie all’interno di un episodio dell’anime. Quando ci si trova in compagnia di Nami o Nico Robin, oltretutto, è palese una forzatura dei loro movimenti o delle loro posizioni per far sì che il giocatore vada a guardare inevitabilmente proprio in certi punti. Il doppiaggio è ovviamente affidato ai doppiatori originali , che fanno come sempre un ottimo lavoro.

A parte questa parentesi bonaria, è impossibile dare una lode a un gioco che dura un minuto scarso, fa male il suo lavoro natio da multiplayer, ha alcuni problemi alla mira e, addirittura, presenta un adattamento italiano pessimo.

One Piece Grand Cruise

One Piece Grand Cruise vuole essere un’esperienza in VR su One Piece, ma è stata gestita nel peggiore dei modi. Dopo il primo impatto iniziale, carico di divertimento e sorpresa nell’essere faccia a faccia con i propri eroi, il resto del gioco è una delusione dall’inizio alla fine. Se fosse costato 1 o 2 euro avrebbe avuto il suo perchè, ma 10 euro per un minuto di gioco e qualche monologo dei personaggi è chiaramente un furto. Peccato, perchè stare di persona sul pontile della Thousand Sunny è senz’altro una bellissima sensazione. Speriamo che prima o poi venga creato un gioco di One Piece in VR degno di tal nome.

L’articolo One Piece Grand Cruise – Recensione proviene da GameSource.

Dopo una storia commerciale piuttosto travagliata, Titanfall torna a far parlare di sè. Tramite il profilo ufficiale Instagram del gioco, è stato postato un video, che promette…qualcosa, per domani.

5.26.18 “Trasmissione in arrivo” postato dal Senior Animator di Respawn Entertainment

Essendo postato da un pezzo grosso di Respwan, parliamo di qualcosa che la compagnia voleva far trapelare, e quindi di un progetto concreto. Tuttavia è stato confermato, sempre nel medesimo post, che qualsiasi cosa sia in arrivo, non sarà correlata a un eventuale Titanfall 3.

 

L’articolo Un teaser per Titanfall in arrivo domani? proviene da GameSource.

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