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Il primo ministro britannico Theresa May ha un piano per finanziare lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale da usare nella ricerca contro il cancro e nella medicina, in particolare nella diagnosi precoce.

Il progetto intende ridurre il numero dei decessi dovuti ad una diagnosi tardiva, e stima di poter diagnosticare precocemente i tumori alla prostata, alle ovaie, ai polmoni e all’intestino per 50mila persone annualmente, arrivando a salvare 22mila vite all’anno entro il 2033, secondo quanto riportato nel comunicato dello stesso governo.

Servizio sanitario e privati

In questo schema, May vuole far lavorare assieme le aziende tecnologiche e il servizio sanitario nazionale britannico (National Health Service, NHS) per sviluppare algoritmi che usino i dati dei pazienti al fine di allertare il medico curante quando sia consigliabile prescrivere una visita specialistica di controllo, riferisce il Guardian.

Infatti, per formulare queste indicazioni, il servizio sanitario nazionale metterà assieme cartelle e dati clinici sui pazienti con informazioni sulle loro abitudini e genetica, sottoponendo le informazioni raccolte ad alcune aziende tecnologiche specializzate in AI.

Una decisione che solleva dubbi su come verranno condivisi e utilizzati i dati, e sul ruolo giocato dal settore privato. Una delle ipotesi è che le aziende commerciali che parteciperanno al programma possano accedere ai dati sanitari per trarne profitto. Anche perché l’NHS ha messo assieme una grande quantità di informazioni sensibili e ambite che fanno gola a molte imprese. E le modalità di questa condivisione non sono note, né sono state espresse preoccupazioni al riguardo, al di là di un vago progetto su un comitato etico illustrato a gennaio da May.  Ma già un accordo fra la società specializzata in AI DeepMind – di proprietà di Google – e il Royal Free Hospital, un grosso ospedale di Londra, che consentiva la condivisione di 1,6 milioni di dati clinici sui pazienti senza il loro consenso era stato bocciato dall’autorità per la protezione dei dati britannica.

Gli investimenti sulla AI

Ad aprile la Gran Bretagna aveva annunciato un piano di investimento ad hoc nell’intelligenza artificiale da 1,1 miliardi di euro, attraverso una collaborazione con aziende tech americane, telco europee, venture capital giapponese, che prevedeva anche il finanziamento di un migliaio di nuovi dottorati di ricerca nel settore e un centro per studi sull’etica e la sicurezza del machine learming.

L’annuncio seguiva quello della Commissione europea, che a sua volta aveva comunicato di aumentare a 1,5 miliardi di euro la spesa in ricerca sulla AI nel 2018-2020, con l’obiettivo di arrivare a 20 miliardi di euro di investimenti complessivi pubblico-privati nell’area nel 2020. Mentre a marzo il presidente francese Emmanuel Macron aveva delineato in un discorso la nuova strategia nazionale per l’AI del Paese, che comprende 1,5 miliardi di euro da spendere nei prossimi cinque anni per sostenere la ricerca nel campo, promuovere startup e raccogliere dati utili.

Poche ore fa i London Spitfire hanno nominato 4 giocatori come inattivi fino alla fine della stagione inaugurale della Overwatch League. Rimarranno nel roster degli Spitfire fino alla fine del contratto o fino a quando non verrà fatta una negoziazione.

London Spitfire

Abbiamo sempre cercato di massimizzare la quantità di talenti che spiccava il volo sotto il nostro marchio, ed è il modo in cui siamo finiti con 11 membri del nostro roster, che ci hanno entusiasmato per tutta la stagione. La strategia ci ha portati al successo, come abbiamo visto alla Fase 1 della OWL, ma ci ha anche presentato delle sfide. Sappiamo che tra le nostre fila c’è una squadra di calibro, e il nostro obiettivo è portarla sul palco.

Come tale, il nostro team di gestione sta valutando da tempo come raggiungere al meglio un ritorno alla forma smagliante di un tempo ed è giunto alla difficile decisione di rimuovere 4 incredibili giocatori di talento dal nostro roster attivo, mentre cerchiamo di concentrarci su un roster più piccolo e basilare. È stato un vero e proprio piacere lavorare con questi 4 giocatori e non abbiamo dubbi che troveranno modo di poter giocare tra le fila di altri team della Overwatch League in futuro.

Con effetti immediati, questi 4 giocatori saranno resi inattivi:

  • Hyeon-woo “HaGoPeun” Jo
  • Jang-hyeon “TiZi” Hwang
  • Seung-hyun “WooHyaL” Seong
  • Dong-eun “Hooreg” Lee

I giocatori nominati rimarranno negli Spitfire fino alla fine dei loro contratti, e li aiuteremo in qualsiasi modo a trovare nuove opportunità in altri team di Overwatch. Siamo profondamente grati per aver avuto questi giocatori nella stagione inaugurale degli Spitfire e auguriamo loro il meglio per il proseguimento.

L’articolo Overwatch League: update al roster London Spitfire proviene da GameSource.

Pare che Nintendo abbia depositato il marchio “N64” e tutto fa pensare a un arrivo della versione Mini di Nintendo 64. Se il rumor si tramutasse in realtà sarebbe un grande colpo per il colosso nipponico dopo il successo avuto per Nintendo Classic Mini NES  e Nintendo Classic Mini SNES. Ovviamente trattandosi di titoli in 3D la mini console non potrà includerne tantissimi, ma almeno 15-20 giochi. Per quanto riguarda i joystick, presumiamo non saranno più di due visto le dimensioni ridotte.

Sarebbe bello e suggestivo poter mettere le mani di nuovo sul mitico Nintendo 64 e giocare a titoli che hanno fatto un epoca come Super Mario 64, Mario Kart 64, The Legend of Zelda: Ocarina of Time e molti altri.

L’articolo In arrivo il Nintendo 64 Mini? proviene da GameSource.

I Seoul Dynasty stanno attraversando un periodo molto difficile all’interno della Overwatch League; i risultati prestabiliti non riescono ad avere successo e il team è ufficialmente in crisi. Ryujehong, in questa intervista, andrà a rivelare quelli che sono i problemi più concreti e opprimenti che la squadra sta subendo.

Piuttosto che stare bene, ho avuto uno stato d’animo altalenante. Questo perchè il team non si è dimostrato all’altezza delle aspettative che avevo, ho avvertito una certa pressione. Soprattutto nel match tenutosi oggi, era un match decisamente importante. Tuttavia, abbiamo perso e avverto una sconfitta pesante su di me.

Seoul Dynasty

Dopo il lancio ufficiale della League, i Seoul Dynasty non sono stati in grado di mostrare una buona prestazione alla pari delle aspettative dei suoi fan. Nella prima settimana della quarta fase della OWL, il team ha vinto il primo match ma ha perso i 2 seguenti. Questo ha catapultato i Seoul Dynasty al sesto posto della classifica. Considerando che loro sono stati selezionati come contendenti molto forti nelle prime fasi, è un po’ sfavorevole. E soprattutto, Ryujehong ha avvertito il peso maggiore.

Non ho alcun problema con i miei compagni di squadra. Al fine di ottenere una sinergia impeccabile, stiamo facendo del nostro meglio. Nonostante ciò, sembra che non riusciamo a giocare così bene come quando giochiamo sul palco. I miei compagni dovrebbero saperlo, ma io personalmente ho moltissimi rimpianti. Mi rendo conto che tutti non vedano l’ora che i Seoul Dynasty si esibiscano bene. Tuttavia, le cose non sono andate secondo le nostre aspettative. Abbiamo già avuto dei crolli prima d’ora, ma abbiamo la mentalità per correggere i nostri errori. Finchè continuiamo a lavorare sempre più duramente, sono sicuro che riusciremo a risolvere i nostri problemi.

Dopo le sue dichiarazioni sull’andamento dei Seoul e della OWL in generale, l’intervista è andata a spostarsi su topic più personali, in modo tale da poter distogliere la mente di Ryujehong da tutto il peso che sta effettivamente portando sulle spalle.

Il fatto che sono oltreoceano mi rende felice. Ma oltre a questo, la casa è gigantesca. Rende la vita al suo interno estremamente piacevole. Al fine di incrementare il nostro teamwork, abbiamo anche l’opportunità di avere mini vacanze. Una volta siamo stati su una barca e abbiamo visto una balena. Solitamente le balene sono difficili da individuare e vedere. La crew ci ha detto che siamo stati fortunati. Ho scattato qualche foto e ho persino visto sparare dell’acqua.

Siamo stati anche a Disneyland. I Guardiani della Galassia mi hanno lasciato più di stucco. Pensavo che sarei seriamente morto. E’ stato così pauroso (ride). E’ molto simile al giroscopio. Ero sconcertato quando l’abitacolo ha iniziato a salire e a scendere dal nulla.

Per quanto riguarda lo stile e le condizioni di vita, è stato davvero sorprendente. Anche il mio team è stato buono con me. Voglio dare tutto 100/100.

Ryujehong

È già passato un anno e mezzo da quando Ryujehong è arrivato negli Stati Uniti. È naturale chiedersi se a lui manchi la Corea o no; ha dichiarato che gli mancano le persone, ma non il luogo stesso.

Mi mancano i miei genitori. Anche se è difficile voler tornare indietro, perchè stare qui è bellissimo, la sensazione di dolore scivola all’interno quando sai che non puoi rivedere i tuoi cari.

Non sono stato in grado di tornare in Corea neanche una volta dal semestre in cui ero qui. L’altro giorno era la festa dei genitori in Corea. Tuttavia non sono riuscito ad esprimere il mio più completo apprezzamento. Se potessi, gli regalerei sempre dei garofani. Quest’anno non ci sono riuscito e ho il cuore spezzato. Quando sarò in grado di tornare in Corea in Agosto o a Settembre, ho intenzione di prendermi una vacanza incantevole con i miei genitori.

Mi mancano anche i miei fan. Se ci fossimo esibiti in Corea, i Seoul Dynasty avrebbero avuto molto più supporto. Certo, i fan qui negli Stati Uniti sono incredibili per non dire altro. Ci sono anche fan che sono addirittura giunti dalla Corea per supportarci.

Ryujehong ha dichiarato che il progetto finale dei Dynasty è quello di aggiudicarsi un posto ai playoff della OWL, e ha inoltre aggiunto che al fine di conseguire questo obiettivo, lui e il team hanno intenzione di allenarsi duramente.

Il resto dei match ci è cruciale. Possiamo farcela per i playoff solo se giochiamo bene ognuno di essi. Anche se è un peccato che i nostri risultati non rappresentino direttamente la nostra pratica, credo che ci sia solamente una cosa che possiamo dimostrare. Ovvero dei Seoul Dynasty che si allenano molto più duramente. Faremo del nostro meglio per mostrare una prestazione superba ai nostri fan.

Credo che le possibilità di farcela per i playoff sia circa del 50% per il momento. Al fine di incrementare le nostre chance, abbiamo intenzione di dare del nostro meglio.

 

L’articolo Overwatch League: parla Ryujehong dei Seoul Dynasty proviene da GameSource.

Durante una conferenza sulle strategie future tenutosi a Tokyo, il Presidente e CEO Kenichiro Yoshida ha illustrato le intenzioni di Sony e PlayStation per il triennio avvenire fino al 31 Marzo 2021. Gli spunti sono molto interessanti, visto che Yoshida ha annunciato che ci saranno nuove IP, titoli First Party e miglioramenti ed espansioni di titoli già usciti. Ma allo stesso tempo ha ammesso che PlayStation 4 sta per entrare nella fase finale della sua vita, e questo era facilmente pronosticabile. Ciò nonostante il ha espresso grande orgoglio per il successo che ha avuto e sta ancora avendo questa console: dal rilascio nel lontano Novembre 2013 ad oggi ha venduto più di 79 milioni di unità. Numeri vertiginosi resi ancor più importanti dal successo ottenuto con PlayStation Plus che conta all’attivo ben 34,2 milioni di abbonati.

PlayStation Plus

Yoshida ammette di voler espandere l’universo PlayStation Plus per rendere l’esperienza ancor più esclusiva e conveniente per i suoi abbonati. Degne di nota pure le vendite di PlayStation VR, ma qui i numeri sono inferiori vista la grande concorrenza nel mondo della realtà virtuale. Il futuro di PlayStation sarà sempre più roseo e sicuramente fino a che PlayStation 4 avrà vita ci saranno ancora grandi titoli a farci compagnia. Di sicuro all’E3 2018 ci saranno ulteriori sviluppi e vi invitiamo a leggere la nostra guida a tutte le conferenze dell’E3 che troverete qui.

L’articolo PlayStation 4 sta per entrare nella fase finale della sua vita, ma… proviene da GameSource.

Nonostante il passare dei secoli il fascino dei racconti delle Mille e una Notte continua a sopravvivere immutato nell’immaginario collettivo. Storie come quella di “Sindbād il marinaio” e “Aladino e il genio della lampada” sono ormai parte della cultura di massa, grazie anche a film, cartoni animati e serie TV. Il mondo dei videogiochi non ha certo mancato di dare il suo contributo: basti pensare alla serie ormai classica di Prince of Persia, che tanto deve a quell’immaginario fiabesco orientale.

Geni, lampade, desideri, parole magiche e città piene d’oro che emergono dalle sabbie del deserto: è proprio questo il background culturale a cui si rifà City of Brass, il roguelike sviluppato da Uppercut Games.

City of Brass

Il gioco ci mette nei panni di un ladro senza nome, che vuole impadronirsi delle immense ricchezze della Città di Ottone. La storia della Città ci viene spiegata nel breve tutorial, insieme alle meccaniche di base: un luogo in cui tutti i cittadini, anche i più umili, erano ormai ricchissimi grazie al commercio e hanno deciso di sfidare la morte, stringendo un patto con i Geni. Ma fare accordi con gli Spiriti, si sa, può portare alla rovina. Ora la Città è maledetta: eserciti di non-morti pattugliano le sue strade disseminate di trappole fatali e oro, tanto oro.

La visuale in prima persona ci permette di guidare l’instancabile protagonista per le vie della Città, nel tentativo di raggiungerne il centro: potremo saltare, aggrapparci alle sporgenze e arrampicarci, abbassarci, correre e compiere brevi schivate e scivolate. Il movimento è quasi sempre fluido, tranne per qualche glitch occasionale, con uno stile che ricorda vagamente Mirror’s Edge. Saremo guidati da un indicatore a schermo che ci dirà la direzione da prendere per arrivare al cancello che porta al livello successivo: per superare lo stage avremo un tempo limite, di solito abbastanza permissivo, segnalato da una clessidra. Quando il tempo scadrà, dei letali mulinelli di sabbia cominceranno a comparire e danneggiarci, spesso in modo fatale.

City of Brass

Il nostro eroe è dotato di un equipaggiamento iniziale standard composto da una frusta, una scimitarra e un vestito di stracci che non ci offrirà alcuna protezione. Il set di movimenti degli attacchi cambia in base al tipo di arma equipaggiata, non esistono combinazioni o mosse speciali. Il vero punto di forza di questo City of Brass infatti, è l’interazione con l’ambiente, è questo è ancora più vero negli scontri con i nemici. Potremo infatti raccogliere e lanciare i molti tipi di proiettili presenti sul terreno di gioco, che variano da lanterne incendiarie e bombe a vasi e fiale piene di veleno. Con un tasto potremo inoltre spingere i nemici, per farli cadere su una delle miriadi di trappole disseminate ovunque nella Città. Ma tutto queste azioni assumono una proporzione assolutamente diversa quando si comincia a padroneggiare lo strumento principe del gameplay di City of Brass, la frusta.

La frusta è di gran lunga il pezzo di equipaggiamento più utile e versatile del gioco, e ci permette di compiere una grande varietà di azioni: afferrare un oggetto lontano, così da poter prendere e utilizzare rapidamente un proiettile o raccogliere un tesoro; afferrare un nemico, per trascinarlo sopra una trappola; afferrare un anello, usando la frusta come corda e permettendoci di saltare rapidamente da un punto a un altro; colpire una trappola per farla scattare. Con la frusta si possono anche colpire direttamente i nemici: colpendoli alla testa li stordiremo per un breve periodo di tempo, alle mani li disarmeremo, mentre colpendoli alle gambe li faremo cadere a terra. Non male, vero? Unico neo della frusta è il suono che produce: lo schiocco può diventare molto fastidioso dopo un po’ di tempo che si gioca, vista la frequenza con cui la frusta viene utilizzata.

City of Brass

L’equipaggiamento può essere migliorato tramite i venditori sparsi in tutti i livelli, ovvero i Geni: essi ci offriranno ogni tipo di servizio, utilizzabile però una volta sola per livello. C’è il Genio guaritore, il Genio che vende armi e armature, quello che evoca spiriti mercenari per proteggerci. Le nuove armi e i talismani si riveleranno spesso utilissimi per superare le difficoltà: l’unico modo di aumentare la vitalità dell’eroe, per esempio, è il Talismano della Vita, in grado di darci un cuore in più dei quattro standard. Oppure le sabbie del Tempo (cit.), in grado di darci un’altra chance dopo la morte.

Presso i Geni potremo acquistare anche perks per saltare più in alto, correre più rapidamente e così via. Ogni Genio è potenziabile tramite un desiderio. Il giocatore parte con tre desideri, e può spenderle sia per convertire alla nostra causa i Geni malvagi presenti nei vari livelli, sia per avere accesso a oggetti migliori e servizi migliori e più costosi dai Geni venditori.

City of Brass

Nonostante le capacità che rendono il protagonista di City of Brass un miscuglio tra Aladdin, Indiana Jones e Prince of Persia, morire nelle strade della Città maledetta è molto, molto facile. Ogni tipo di trappola ci attende, da lame che spuntano dal terreno, pozze di lava, porte che calano come ghigliottine e altro ancora. Ogni area della città (ce ne sono quattro) ha trappole diverse, e scoprire come superarle richiede pazienza e una buona dose di trial and error.

I nemici sono uno un po’ meno vari come design, e cambiano anch’essi di area in area. La maggior parte saranno ex-abitanti della città, quindi scheletri assassini armati di scimitarre, lance o archi, oppure semplicemente delle loro mani ossute. Andando avanti con il gioco si incontreranno ben più fastidiosi stregoni e grossi carcerieri armati di frusta, più difficili da sconfiggere. L’IA dei nemici è molto scarsa, ma è compensata dalla quantità: sono tantissimi, e sono ovunque.

City of Brass

Morire, in City of Brass, non è solo facile, ma anche permanente. Da buon roguelike infatti, ogni volta che moriremo dovremo ricominciare dal primo livello, senza oro e con l’equipaggiamento iniziale. I livelli che affronteremo, inoltre, saranno simili nel design ma sempre diversi, generati proceduralmente. Ci sono però delle scorciatoie: ogni tre livelli affronteremo un boss. Se sconfiggeremo il boss e arriveremo alla fine del livello indenni, nella zona iniziale si aprirà un portale per la nuova area, attivabile tramite la spesa di uno, due o tre desideri. Le boss fight non sono difficili in sé, ma per ottenere il portale bisogna completarle e poi uscire dal cancello del nuovo livello senza morire, cosa che può risultare tutt’altro che facile.

La difficoltà del gioco, comunque, può essere aggiustata tramite un sistema di bonus e malus (chiamati Benedizioni e Oneri) che possono essere selezionati prima di iniziare la partita. Potremo ad esempio scegliere di fare più danni, di eliminare la clessidra e così via. Viceversa, potremo rendere i nemici più pericolosi e complicarci ancora di più la vita. Questo permettere di dare a ogni giocatore la sfida che sta cercando, rendendo il gioco meno punitivo per i neofiti e impegnativo per i veterani.

Per quanto riguarda il comparto grafico, l’Unreal Engine 4 fa il suo lavoro, regalandoci degli ambienti molto piacevoli e un design dallo stile azzeccatissimo, ma in grado di girare anche su PC di fascia più bassa.

City of Brass


City of Brass si presenta come un prodotto ancora acerbo per certi versi, e sicuramente verrà limato e migliorato in ogni suo aspetto dall’attivissimo team di sviluppatori. Nonostante le sue limitazioni e una certa ripetitività di fondo, però, City of Brass è una vera perla, unica nel suo genere. Un’esperienza frenetica e divertente, in un’ambientazione a metà strada tra Aladdin e Prince of Persia. Cosa state aspettando, dunque, siete pronti a correre verso il cuore della Città di Ottone?

L’articolo City of Brass – Recensione proviene da GameSource.

Oggi Square Enix ha mostrato un piccolo video dedicato a Shadow of the Tomb Raider, titolo in sviluppo presso Eidos Montreal.

Shadow of the Tomb Raider trailer decisioni

Nel video, il Senior Game Director Daniel Bisson parla di come Lara si cimenti in questa storia che sancirà la nascita della Tomb Raider. Il titolo quindi sarà molto più emozionale rispetto ai predecessori e si concentrerà sul viaggio personale di Lara.
Dovrà fare delle scelte, le quali avranno un pesante impatto sulle sorti del mondo intero. All’interno del trailer viene mostrata una Lara ossessionata dalla decisione da prendere e, secondo quanto mostrato, tale aspetto verrà approfondito durante l’E3 2018.
Shadow of the Tomb Raider uscirà per PC, PlayStation 4 e Xbox One il 14 settembre.

L’articolo Shadow of the Tomb Raider: un trailer mostra il peso delle decisioni proviene da GameSource.

Sega ha annunciato che le versioni rimasterizzate di Yakuza 3, Yakuza 4 e Yakuza 5 arriveranno ufficialmente su PlayStation 4: la comunicazione è arrivata da Dengeki PlayStation. Dopo Yakuza 6 e Yakuza Kiwami 2, altri 3 titoli arriveranno fra quest’anno e il prossimo.

Yakuza remaster

Le date, in Giappone, saranno le seguenti: 9 agosto per Yakuza 3 (con un codice bonus per avere la soundtrack in digitale), entro l’autunno arriverà invece Yakuza 4 mentre per la primavera 2019 si attenderà Yakuza 5. In tutte le remaster, ovviamente, saranno migliorate sia la risoluzione (a 1080p) che il frame rate (60 fps).
I contenuti invece saranno gli stessi dei titoli originali. Secondo il report, il remaster di Yakuza 3 sarebbe già al 90% completo.

L’articolo Annunciati i remaster di Yakuza 3, Yakuza 4 e Yakuza 5 per PlayStation 4 proviene da GameSource.

Red Dead Redemption 2, uno dei titoli più attesi di questo 2018, è ancora lontano dal debuttare sul mercato ma le aspettative e l’attesa salgono di pari passo proprio grazie al successo del suo predecessore e alla fama di Rockstar Games. Così su Gamesource abbiamo deciso di intraprendere un viaggio che si estenderà per tutto questo tempo che ci attende prima del lancio di Red Dead Redemption 2 e che mese dopo mese ci vedrà affrontare diversi temi riguardanti il vecchio e selvaggio West: teatro delle vicende del titolo.

Per celebrare questo pezzo di storia quale è la conquista americana della Frontiera, nasce quindi “Cavalchiamo insieme”: titolo omaggio al celebre film del 1969 di John FordCavalcarono insieme” ambientato proprio nel Far West.

Red Dead Redemption 2

La conquista della Frontiera, ovvero quell’insieme di territori a Ovest del Missisipi, rappresenta l’avvenimento più importante del XIX secolo americano. La Frontiera non fu però una mera conquista territoriale: impadronirsi del West infatti, divenne a tutti gli effetti una conquista ideologica della libertà. Un territorio brullo, aspro e impervio in cui la legge non esisteva e in cui l’uomo poteva vivere la massima espressione della libertà. L’epopea del West dunque diede vita a figure che oggi fanno parte della storia americana come i cowboy, i pionieri o i cercatori d’oro e che assieme alle vicende dei nativi americani o dei movimenti religiosi del tempo compongono una delle principali fonti di storia americana.

Sebbene il mito del West parta molto prima della Guerra Civile Americana (1861-1865) proprio questo avvenimento è visto nelle credenze comuni come inizio del periodo del Far West. Andando alle radici di tale credenza si può stabilire che il motivo principale risieda nella nascita, dopo la conclusione della Guerra, della figura del cowboy. Questa figura, che a tutti gli effetti era una figura professionale, nacque dall’esigenza di gestire il business del bestiame attraverso persone che fossero esperte nel governo delle mandrie indirizzandole durante il pascolo, o curandole durante le trasferte dalle praterie alle città.

Red Dead Redemption 2

Il saloon, i canti che poi divennero l’origine della musica country odierna o il tempo passato nei bordelli o ai tavoli da gioco: sono tutti elementi che contribuirono alla nascita del mito dei cowboy e del West. I coloni però necessitavano di maggiori terre, e il pascolo selvaggio venne col tempo soppiantato dalla costituzione dei ranch; la figura del cowboy perse quindi di importanza e la libertà estrema che componeva la quotidianità della vita di tali figure venne sempre meno con l’avanzare della necessità da parte degli abitanti delle città di una regolamentazione in termini di legge. Qui in questo contesto nacquero le celebri bande di fuorilegge: cowboy ribelli restii al cambiamento e al declino di tale figura professionale.

La storia ci ha tramandato gli esempi della banda di Jesse James e di figure come Billy the Kid. Ad accrescere il mito del West però hanno contribuito anche le vicende legate ai nativi americani; perché i territori della Frontiera non erano inabitati ma lì vivevano diverse tribù dei cosiddetti Indiani d’America. Anche nella problematica convivenza tra nativi e coloni il periodo clou lo possiamo trovare in corrispondenza della fine delle Guerra Civile Americana: in questo periodo infatti si svolsero le più aspre e sanguinose battaglie denominate Guerre Indiane.

Le problematiche dunque di chi è nato in quella terra e con essa ha instaurato un legame viscerale che supera la normale idea di patria hanno contraddistinto il mito del West tanto quanto quelle legate alla figura del cowboy. Anche in questo caso il tempo ci ha tramandato personaggi come Buffalo Bill, Cavallo Pazzo, Pentola Nera, Nuvola Rossa, Piccolo Grande Uomo e il tenente colonnello Custer che sono passati alla storia per le loro imprese durante questo periodo, con la grande battaglia di Little Big Horne che è stata anche oggetto di diverse riproduzioni cinematografiche.

Red Dead Redemption 2

Tutto ciò dunque ha caratterizzato il 1800 americano e proprio alla fine, più precisamente nel 1899, si svolgerà Red Dead Redemption 2. Nel pieno del declino della figura del cowboy, nel pieno delle scorie dei conflitti con gli Indiani d’America, vivremo le vicende di un West che si avvicina al suo tramonto. La corsa all’oro, le mandrie libere al pascolo, il lazo roteante e il suono dei dadi che cadono sul tavolo diventavano i ricordi di una Frontiera che non esisteva più, avvolta nella sempre maggiore e dura morsa della legge. E allora vorremo proprio questo: una storia matura che non si risparmi nel mostrare il conflitto dell’animo umano che proprio in quel periodo affliggeva chi per tutta la sua vita aveva vissuto seguendo la sola legge della natura.


Il mito del West ha quindi tre elementi fondamentali nella sua crescita: la Frontiera, i cowboy e i nativi americani. Come in ogni mito è il declino dei suoi pilastri fondamentali a permettergli di passare alla storia; così con Red Dead Redemption 2 che ha nelle sue mire quella di raccontare il declino di questi elementi, siamo sicuri che le aspettative sul titolo verranno soddisfatte. Cavalchiamo insieme torna il mese prossimo con l’obiettivo di portarvi nel West cinematografico per cercare di capire come il titolo Rockstar possa essere immaginato dal punto di vista registico.

L’articolo Cavalchiamo insieme: Red Dead Redemption 2 e il mito del West proviene da GameSource.

City of Brass è un roguelike in prima persona,con un’ambientazione da Mille e una Notte. Il gioco ci mette nei panni di un cacciatore di tesori che, armato di frusta e scimitarra, si avventura per le strade di una città maledetta emersa dalle sabbie del deserto.


City of Brass


 

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